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Tanto per iniziare la rubrica, cerchiamo qui di formulare un glossario per gli acronimi del futuro virtuale: AR, VR, MR, RR, XR. 

Le tecnologie immersive non sono solo definite dai loro hardware, ci sono tanti termini e acronimi software non sempre dalla chiara definizione.  La VR (Realtà Virtuale), acronimo esistente da decenni, ha iniziato a intrufolarsi della nostra società di massa già dal 2013, con il lancio dell’allora chiacchieratissima campagna pubblicitaria Kickstarter per l’Oculus Rift.  Negli anni trascorsi da allora le cose però si sono complicate. Partendo dalla Realtà Aumentata (AR), passando per la “Realtà Mista” (MR) da HoloLens di Microsoft, i termini in relazione con li virtuale stanno proliferando. Durante una delle ultime conferenze rilasciate da Google, il responsabile VR e AR Clay Bavor, ha sollevato un punto interessante tramite un tweet:

“VR / MR / AR / RR are not separate and distinct things. They’re convenient labels for different points on a spectrum”. Clay Bavor non considera quindi gli acronimi che utilizza il virtuale come entità distinte, ma come un qualcosa che fanno parte di una stessa realtà.

Virtual Reality (VR)

La Realtà Virtuale è il termine che più conosciamo e di cui più sentiamo parlare. La VR è la tecnologia che isola l’utente dalla cosiddetta RR (Real Reality), la Realtà Reale, sostituendosi artificialmente ad essa, assorbendo completamente lo sguardo dell’utente. Una vastissima gamma di HMD, ovvero visori e “caschetti” virtuali sono nati per la Realtà Virtuale, anche se i leader sul mercato rimangono ancora Oculus Rift, HTC Vive, PlayStation VR, Samsung Gear VR e Google Daydream. La Realtà Virtuale immerge lo spettatore non solo dal punto di vista visivo, con il passare degli anni e della sperimentazione si ambisce alla simulazione immersiva completa, che comprende tutti i sensi.

 

Augmented Reality (AR)

L’Augmented Reality, in italiano Realtà Aumentata, è quella tecnologia che integra la Realtà Reale (RR) con immagini di ogni tipo generate dal computer. L’AR aumenta, aggiunge contenuto, strati di comunicazione alla realtà. I device e le App più famose che utilizzano questa tecnologia oggi sono dispositivi in forma di occhiale come Google Glass, Epson Moverio  e gli smartphone attraverso diverse applicazioni, come City Lens di Nokia, ma anche le più note Snapchat e Pokemon Go. Abbiamo parlato degli utilizzi più svariati nell’AR, dal fare musica o disegnare al controllo del traffico aereo e anche dell’interesse verso la tecnologia da parte di colossi come Facebook ed addirittura la Realtà Virtualmente parlando defilatissima Apple.

 

Mixed Reality (MR)

Traducibile come “Realtà Mista” ha una definizione affine all’AR, tuttavia, contrariamente al semplice inserimento di immagini e testo sulla RR, mira alla creazione di un ambiente in cui l’utente può considerare gli oggetti virtuali come fossero davvero esistenti. La MR si trova in applicazioni come Skype e video su HoloLens, essa quindi mischia la realtà fisica con la realtà virtuale, servendosi all’occorrenza anche della realtà aumentata, sovrapponendole. Fruendo la Mixed Reality quindi possiamo osservare il mondo attorno a noi, traendo informazioni utili grazie alla Realtà Aumentata, ma anche vedendo oggetti virtuali 3D come reali. La Mixed Reality del videogioco Minecraft attraverso Microsoft HoloLens ne è un esempio eclatante.

Negli ultimi mesi applicazioni e aziende che tradizionalmente lavorano con la Realtà Aumentata stanno andando verso la Realtà mista, come Snapchat che iniziando ad utilizzare oggetti “aumentati” non solo in 2D, ma anche in 3D e che sembrano in vera relazione con l’ambiente fisico reale.

Il nuovo trend emergente consiste nel definire tutti i contenuti che usano queste tecnologie come “XR”. Tuttavia il termine XR è usato anche per definire la “Cross Reality”, traducibile come Realtà Trasversale, vale a dire qualsiasi hardware che combina aspetti AR, MR, VR, come Tango Project di Google.

Gli Hardware stanno maturando per incorporare più di una tecnologia immersiva assieme, come è già accaduto col passaggio dal semplice cellulare al multitasking smartphone. In ogni caso è importante che chi si interessa del campo della virtualità oggi e in futuro conosca queste differenze.

 

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